domenica 16 settembre 2012

Anniversario dell'Editto di Costantino.

Milano storia e leggenda: si celebrano i 1700 anni dall'editto di Costantino. 1700 anni sono tanti. E a Palazzo Reale di Milano dal 25 ottobre 2012 al 17 marzo 2013 una mostra celebra l’anniversario della emanazione dell’Editto di Costantino a Milano nel 313 d.C. Dal 25 ottobre 2012 al 17 marzo 2013, Palazzo Reale di Milano ospita la mostra Costantino 313 d.C., progettata e ideata dal Museo Diocesano di Milano e curata da Gemma Sena Chiesa e Paolo Biscottini. L’iniziativa è promossa e prodotta da Comune di Milano - Cultura, Moda, Design, Palazzo Reale, Museo Diocesano di Milano e la casa editrice Electa, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, l’Arcidiocesi di Milano e l’Università degli Studi di Milano. L’evento è posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e della Segreteria di Stato del Vaticano, con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Patronato della Regione Lombardia e il Patrocinio della Provincia di Milano. La mostra è realizzata con il sostegno della Fondazione Bracco. Quello che salta subito all'occhio è la disparità tra la verità eterna, supposta, immaginata, vista o sentita, e la sua trascrizione tra le pagine sacre. Tra l'eterno compreso nella parola di Dio e la pochezza a confronto dei 1700 anni da quando il Verbo ha aperto anche le coscienze dei potenti alla sua luce e parola. In tempi di arte multimediale, polisensoriale, sinestetica, sembra poi risibile questo nostro tentativo di creare un oggetto, un'opera d'arte, in grado di manifestarsi obliquamente e in più modi ai nostri sensi come la parola del Signore. E forse solo questo tipo di mostre, a carattere prettamente storico, dà il senso e la misura dei nostri piaceri, che il il nostro piacere sia quello di assistere a spettacoli con effetti speciali o quello di crearli questi spettacoli con effetti speciali vari. La mostra sembra dare uno spunto in più alla sua fruizione. uno spunto in più non solo perchè documenta la forza della fede, ma perchè è la storia di un popolo che, dobbiamo riconoscercelo ogni tanto, non ha altrettanta fiducia in sè stesso di quanto ne riponga nella forza che lo sostiene. Ma soprattutto la mostra è una delle più grandi ricostruzioni indoor della storia della Città di Milano. L'evento celebrato è infatti l' Editto di Milano; perchè può anche non sembrare, nascosta dietro "tutte quelle luci", ma da queste parti la religione è molto sentita, e tante volte molto più della fede, mettendo Milano a capo di una missione di pace storicamente intesa per tutta l'Italia, e dando alla Città di Milano il primato della missione sociale della Chiesa, se non altro per via del fatto che proprio dopo aver appianato un conflitto e ottenuto la pace da Milano partì l'ordine della tolleranza da parte dell’imperatore romano d’Occidente Costantino e del suo omologo d’Oriente, Licinio. Con esso il Cristianesimo, dopo secoli di persecuzioni, veniva dichiarato lecito e si inaugurava così un periodo di tolleranza religiosa e di grande innovazione politica e culturale. Il rescritto, infatti, riportava: Noi, dunque Costantino Augusto e Licinio Augusto abbiamo risolto di accordare ai Cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno crede, affinché la divinità che sta in cielo, qualunque essa sia, a noi e a tutti i nostri sudditi dia pace e prosperità. Al di là di tutto c'è da conoscere il senso storico dell'essere a Milano, ricca città di provincia, assurta al ruolo di capitale d’Occidente e resa di fatto una delle capitali dell’impero assieme a Nicomedia, residenza di Diocleziano, e alle sedi dei due Cesari, Costanzo Cloro a Treviri e Galerio a Sirmio. E attraverso reperti e ricostruzioni, si potrà fare un ideale viaggio nella Milano imperiale; dal Palatium, edificio polifunzionale destinato ad accogliere non solo la sede dell’imperatore ma anche quella della complessa burocrazia e che doveva occupare tutta la parte nordovest della Milano romana, si passerà alle grandiose terme, identificabili tra gli odierni Corso Vittorio Emanuele e via Larga, al quartiere di piazza Meda, ricco di edifici privati, alla necropoli dell’area di Sant’Eustorgio, e ad altre zone della città. La storia di Costantino si intreccia con la leggenda che presto sorse intorno alla sua figura. Alcune fonti - da Eusebio di Cesarea, a Lattanzio, ai panegirici, ad altri - descrissero la visione di Costantino (in hoc vinces) e paragonarono la vittoria del 312 al passaggio del Mar Rosso di Mosè. La vicenda del ritrovamento della Vera Croce di Cristo, da parte di Elena, madre di Costantino, nel IV sec. d.C. sarà oggetto di uno specifico approfondimento che comprenderà ricostruzioni delle basiliche fatte edificare dalla stessa Elena nella città santa e la loro rappresentazione su oggetti liturgici, nonché testimonianze dell’uso dei chiodi della Santa Croce nell’elmo di Costantino e nelle briglie del suo cavallo per mettere l’imperatore sotto la protezione divina. Fondazione Bracco curerà con Electa una pubblicazione dedicata alla straordinaria personalità di Elena, che ottenne il titolo più alto cui un donna potesse aspirare: quello di Augusta. La mostra è realizzata con il contributo del Gruppo bancario Credito Valtellinese e di Intesa Sanpaolo / progetto Restituzioni, Poste Italiane/Poste Vita, Open Care - Servizi per l’arte. Media partner dell’iniziativa è il Corriere della Sera. Il catalogo è edito da Electa (info: www.clponline.it, www.mostracostantino.it, www.museodiocesano.it, www.comune.milano.it/palazzoreale).

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