Roberto
Jonghi Lavarini, candidato alla camera dei deputati, come indipendente
con La Destra di Francesco Storace, nella coalizione di
centro-destra, cattolico praticante e militante, da tempo sostenitore del
comitato "No 194", parteciperà alle iniziative contro l'aborto,
organizzate davanti alla Clinica Mangiagalli di Milano.
"In
questo ospedale, dove operano medici meravigliosi, autentici missionari, e dove
sono nate entrambe le mie figlie (una terza l'ho naturalmente persa ed è stata
una grande sofferenza), ogni anni, vengono, uccisi centinaia di innocenti.
Dobbiamo
fare di tutto per difendere il sacrosanto diritto alla vita, e sostenere
concretamente (ed economicamente) le giovani coppie, le ragazze madri e le
famiglie numerose. La famiglia tradizionale deve tornare al centro della società
italiana ed europea, con adeguate politiche culturali, scolastiche, sociali e
fiscali."
Volevo di seguito
girare a tutti gli iscritti di Milano del comitato No
194 un messaggio del
presidente dell'associazione No 194; avvocato
Pietro Guerini:
Ogg: 12
ore per la Vita organizzata da NO194 ( 2 marzo 2013 , ore 9 ,
esterno clinica
MANGIAGALLI , Milano , Via Commenda 12, vedi allegato )
Caro/a
iscritto/a lombardo ,
come sa , il nostro obiettivo è l'indizione di un nuovo
referendum
abrogativo della l. 194 , che ha legalizzato l'aborto nel 1978
in
Italia , per il quale ci stiamo organizzando nel paese .
Abbiamo oltre
14 000 aderenti e siamo ben radicati sul territorio .
La raccolta ufficiale
delle firme ( ex artt. 31 e 32 L. 352/70 ) non
può iniziare prima del 2014 ,
stante la scadenza della legislatura ,
circostanza che ci ha bloccato anche
nel 2012 .
Colgo l'occasione per ricordarle , quale manifestazione collegata
a
tale fine , la 12 ore per la Vita , occasione di preghiera
e
testimonianza contro l'aborto di cui al volantino pubblicato sul
nostro
sito
www.no194.org , che si svolgerà sabato 2
marzo 2013 ,
dalle ore 9 , all'esterno della clinica Mangiagalli, in Via
Commenda
12 a Milano , e di altre 5 strutture sanitarie italiane ( site
in
Torino , Padova , Roma , Caserta e Catania ) .
La Sua presenza , anche
per solo un parte dell'evento , sarebbe ,
ovviamente , molto gradita , al
pari dell'anticipazione al
sottoscritto di tale Sua partecipazione via mail
.
Nella circostanza ( da parte di chi è disponibile , ovviamente )
sarebbe
positivo raccogliere adesioni all'operazione , mediante
compilazione e firma
dei moduli che si stampano dal sito stesso .
Delego il/la referente
provinciale ( in caso di più referenti il meno
giovane ) all'inoltro della
presente agli iscritti della propria
provincia , dandomi l'attestazione
dell'inoltro .
Buona giornata e grazie per l'attenzione e la collaborazione
.
Avv. Pietro Guerini - Presidente nazionale comitato NO194 e
omonima
associazione
Volevo anche ricordare il volantinaggio
all’Ospedale Nuovo San
Gerardo di Monza nell’ingresso pedonale Via Pergolesi
33 la mattina
di mecoledì 20 dalle ore 9 alle ore 13, in
concomitanza
dell’esecuzioni degli interventi di aborto. Ricordo che
all’Ospedale
San Gerardo di Monza si eseguono circa 700 aborti all’anno.(lo
scorso
mese è uscito un bell'articolo nel giornale di Monza sul
precedente
volantinaggio(vedi allegato).
In questo periodo difficile
ricordo una bella frase di Albert Einstein:•
"Il mondo è pericoloso da
vivere!
non tanto a causa di coloro che fanno il male,
ma di coloro che
guardano e lasciano fare".
Ci aiuti a far girare queste importanti
iniziative. Cordiali saluti.
Celsi Giorgio
PS: Cliccando il link c'è
un articolo su come sta procedendo la diatriba
per il seppellimento feti al
cimitero di Desio:
http://www.riscossacristiana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2200:cimitero-di-desio-il-seppellimento-dei-bimbi-uccisi-con-laborto-la-burocrazia-e-piu-importante-della-pieta-giorgio-celsi-ci-scrive&catid=60:spazio-per-la-vita&Itemid=123
Manifesto
UN’INIZIATIVA CONCRETA A FAVORE DELLA VITA
REFERENDUM ABROGATIVO DELLA L. 194 IN MATERIA DI ABORTO
La presente iniziativa non è finalizzata alla
semplice denuncia del fenomeno dell’aborto o alla mera critica culturale alla l.
194/1978 che lo disciplina nel nostro ordinamento , ma è diretta all’abrogazione
di tale legge per via referendaria , in coerenza con la piena consapevolezza che
la vita di ciascuno di noi è stata resa possibile dalla ricorrenza di due
condizioni : il concepimento e l’assenza di eventi letali durante la gravidanza
, tra i quali la sua interruzione volontaria è quello casisticamente di gran
lunga più ricorrente . Una via , quella referendaria , obbligatoria ( alla luce
della totale indifferenza della nostra classe parlamentare , che in oltre un
trentennio dall’entrata in vigore della 194 si è astenuta da una sua semplice
revisione in senso restrittivo ) e perfettamente percorribile , considerato
l’abbondante decorso del quinquennio previsto dalla normativa vigente dal primo
referendum del 1981 , svoltosi in un clima politico-culturale ben diverso da
quello attuale . Piuttosto , alla luce del pericolo di una ( peraltro infondata
) censura da parte della Consulta , i quesiti referendari avranno essenzialmente
come oggetto le norme più significative della legge , che si aggiungeranno così
al quesito sull’abrogazione totale della legge . Tra le disposizioni più
controverse ed impopolari della 194 , in particolare ed anzitutto , debbono
annoverarsi l’art. 4 ( che riconosce il diritto di interruzione volontaria della
gravidanza anche per mere ragioni economiche , morali e sociali nei primi 90
giorni ) e l’art. 5 ( che attribuisce alla donna, anche se coniugata, il diritto
di assumere la decisione abortiva senza coinvolgere il potenziale padre , che
può così legalmente rimanere del tutto ignaro dell’evento ). L’iniziativa è solo
finalizzata all’abrogazione della legge ( dall’entrata in vigore della quale si
sono registrati oltre 5 milioni di aborti , secondo i dati ufficiali del
Ministero della Salute ) e rigetta ogni ipotesi di trattativa , che sarebbe
inconcepibilmente effettuata sulla pelle del nostro prossimo . Di conseguenza ,
possibili effetti legislativi dell’operazione in oggetto restrittivi sulla
portata della 194 ( ed intermedi rispetto all’obiettivo indicato ) , sarebbero
frutto di una ( tra l’altro ad oggi del tutto improbabile ) azione parlamentare
totalmente unilaterale e non concordata con i promotori del referendum .
Implicitamente connesse all’iniziativa sono attività filantropiche , di
assistenza sociale , di volontariato e di promozione di quest’ultimo , nonché
divulgative dei princìpi ad essa sottesi , che assumono automaticamente
carattere culturale , anche in forma ricreativa , dirette alla tutela della vita
umana sin dal concepimento ed all’affermazione del diritto alla nascita ,
oggettivamente prodromico a qualunque diritto civile .
