venerdì 1 marzo 2013

"Il saio e la spada"




Orazio Ferrara - Il saio e la spada. Ordini cavallereschi e ospitalieri medievali - Capone Editore 2013;

pagine 128, € 10,00;

Capone Editore - via Prov.le Lecce-Cavallino Km 1,250 - Lecce

info@caponeditore.it

Il Libro: Ci fu un tempo durante il quale il saio e la spada dei monaci-guerrieri rappresentarono l’estrema difesa della Cristianità nelle contrade della Terrasanta e in quelle ai confini dell’Europa. Formidabili e temibili combattenti in nome della Croce.

Dei Templari, dei Giovanniti, dei Teutonici tutti ormai ne conoscono a grandi linee le vicende, ma vi erano anche altri cavalieri che non furono da meno nel coraggio e nel sacrificio. Di quest’ultimi tratta il libro nel tentativo, non celato, di trarli dall’oblio.

Si spazia dai cavalieri dal bianco mantello dell’Ordine di Santa Caterina, posti a sempiterna scorta delle piste sinaitiche, ai monaci-guerrieri dell’Ordine del Fuoco Sacro o di Sant’Antonio Abate, la cui veste nera è caricata da una croce tatuata di colore azzurro sul lato sinistro; alla storia millenaria di una commanderia di quest’ultimi in una comunità dell’Italia meridionale; al Tau combattente degli uomini d’arme della Confrérie de Monseigneur Saint Antoine de Barbefosse.

Dall’Ordine dei Monaci Bianchi e delle loro fondazioni ospitaliere nel nome di una delle “sette Madonne napolitane”,la Materdomini, ai cavalieri di San Giacomo della Spada, che si battono e muoiono alla grande per la salvezza dell’anima loro e a maggior gloria del loro Celeste Patrono. Dalla fascinosa Nobile Compagnia del Nodo d’Amore, i cui cavalieri possono riannodare il nodo soltanto visitando, da umili pellegrini, il Santo Sepolcro, ai cavalieri dell’Ordine degli Argonauti di San Nicola con insegna una navicella nel mare in burrasca, a significare la fortitudo della loro fede di milites cristiani in mezzo al mare tempestoso dei destini umani.

Il libro tratta anche diffusamente delle misteriche origini dei Cavalieri del Tempio e soprattutto del loro fondatore, Ugone dei Pagano, di cui si rivendica puntigliosamente e orgogliosamente la nazionalità italiana. Ampio capitolo poi sulla marineria al tempo dei Templari, di cui quella di Puglia, con i suoi strategici porti d’imbarco verso la Terrasanta e con le sue consuetudini e ordinamenti marittimi anteriori a quelli delle Tavole amalfitane, ne rappresenta la punta di diamante per tutto il tempo medievale.

Ballo dei Cento e non più Cento 2013.




Ballo dei Cento e non più Cento 2013


L’Internazional Commission for Orders of Chivalry, le Famiglie Storiche d’Italia, il Circolo dei Cento e non più Cento e l’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore al Pantheon promuovono anche per il 2013 il tradizionale “Ballo dei Cento e non più Cento”. L’evento nasce da una tradizione rinascimentale dell’antica Capitale del Ducato del Monferrato, dove veniva organizzato un ballo di metà quaresima a cui prendevano parte un massimo di 199 persone, scelte fra non più di 100 esponenti della Nobiltà e non più di 99 esponenti della borghesia. L’edizione di quest’anno è dedicata al trecentesimo anniversario del trattato di Utrecht, che confermò l’annessione del Ducato del Monferrato agli Stati Sabaudi, nonchè al centenario della vittoria del Casale FBC al campionato nazionale di calcio del 1913 ed ai Krumiri Rossi di Casale.


L’appuntamento è per sabato 6 aprile a Casale Monferrato, con il seguente programma:


ore 20,00: arrivo dei partecipanti e concerto della fanfara dei bersaglieri Fanfara dei Bersaglieri e aperitivo nel prestigioso salone d’ingresso di Palazzo Gozzani Marchesi di Treville, dove nel 1847 scoccò la scintilla che diede vita al Risorgimento italiano, alla presenza di S.A. il Principe Don Maurizio Ferrante Gonzaga del Vodice di Vescovato, Capo storico della Casa Ducale di Mantova e prossimiore affine degli antichi Duchi del Monferrato, di S.A.R. la Principessa Luciana Pallavicini Hassan d’Afghanistan e di S.A.R. la Principessa Mahera Hassan d’Afghanistan;


ore 21,00: pranzo nelle sale Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II, dei Giuochi di Società, della Biblioteca, Azzurra alla presenza di S.A.I.&R. l’Arciduchessa Monika d’Asburgo, Principessa d’Ungheria, Duchessa di Santangelo, di S.A.I.&R. l’Arciduca Josef Karl d’Asburgo, Principe d’Ungheria accompagnato dalla consorte S.A.I.&R. l’Arciduchessa Margarete d’Asburgo nata Principessa d’Hohenberg; di S.A.R. l’Infante Dom Enrique de Bragança, Duca di Coimbra, e di delegazioni dei Vitezi Rend d’Ungheria e dell’Union de la Noblesse Russe;


ore 22,30: il M° Tony D’Amico accompagnerà le danze nel Salone d’Onore, dove furono ospitati vari Re di Sardegna e d’Italia;


ore 23,00: chi vorrà potrà usufruire gratuitamente delle magiche previsioni di Carima o stupirsi con i giochi di Alan …;


ore 01,00: pasta al tricolore;


ore 05,00: cioccolata con i celebri Krumiri “Rossi” di Portinaro.




Foto Circolo dei Cento e non più Cento: Da sin., Carlo Emanuele dei Conti Manfredi, il Principe Don Maurizio Ferrante Gonzaga del Vodice di Vescovato, Michel e Marie France Teillard d’Eyry, al ballo del 2012.





Il Nobile Cav.Dott. Pierfelice Degli Uberti, storico promotore e coordinatore dell'evento.





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S.A.R. l’Infante Don Carlos di Borbone, Duca di Calabria

S.A.I. & R. l’Arciduca Otto d’Asburgo

S.A.I. & R. l’Arciduchessa Walburga d’Asburgo, Contessa Douglas

S.A.I. & R. l’Arciduca Andrea Salvatore d’Asburgo

S.A.I.& R. l’Arciduca Joszèf Arpad d’Asburgo, Principe d’Ungheria

S.A.I.& R. l’Arciduca Josef d’Asburgo, Principe d’Ungheria

S.A.I. & R. l’Arciduchessa Monika d’Asburgo, Duchessa di Maqueda

S.A.R. l’Infante Dom Duarte de Braganza

S.A.R. l’Infante Dom Miguel di Braganza, Duca di Viseu


S.A.R. la Principessa Victoria di Borbone Parma

S.A.R. il Principe Sergio di Iugoslavia

S.A.S. il Principe S.R.I. Don Maurizio Ferrante Gonzaga del Vodice

S.A.S. la Principessa Donna Luisa Gonzaga del Vodice

S.M. Kigeli V, Ndahindurwa, Mwami del Rwanda

S.A. Principe Nguyen Phoch Quy Luc


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Doppio lutto nella aristocrazia milanese.


Il Circolo della Unione della Nobiltà Italiana della Lombardia, piange la scomparsa dei suoi illustri consoci milanesi: Conte CESARE SAGRAMOSO e Conte GIANLUPO DEL BONO.

giovedì 21 febbraio 2013

LA DESTRA per la CULTURA.




LA DESTRA: IL “MANIFESTO PER LA CULTURA”

La Consulta per la Culturapresieduta da vicesegretario Nazionale Nello Musumeci: Guardare al contemporaneo e alle identità locali per rilanciare la cultura italiana

ROMA – È stato diffuso oggi il Manifesto per la Cultura - Politiche 2013, redatto dalla Consulta per la Cultura de «La Destra»,coordinata dall’On. Nello Musumeci, vicesegretario nazionale del partito e deputato del Parlamento Siciliano. Il Manifestoprende spunto dalle politiche di questi ultimi anni che hanno progressivamente relegato la questione culturale agli ultimi posti delle graduatorie nelle agende di governo e critica la politica di tagli, devastanti nel campo della cultura, di cui il governo Monti è stato massima espressione. Il documento approvato dalla Consulta per la Cultura de «La Destra»,propone di potenziare, al contrario, gli investimenti nel settore della cultura, del turismo e della formazione, scommettendo sul potenziale che rende l’Italia unica al mondo: le specificità dei territori (agricoltura, enogastronomia, tradizioni artigianali, etniche e religiose), le bellezze monumentali e artistiche, la magnificenza del paesaggio. Il Manifestoper la cultura contesta, poi, l’importazione di modelli esteri, emulati a discapito di una originalità nazionale, e mette l’accento sull’indebolimento progressivo delle azioni di tutela, da parte delle Istituzioni, nei confronti delle specificità culturali, creative, paesaggistiche, territoriali e imprenditoriali. A fronte di questo, «La Destra» propone di puntare sulla cultura contemporanea, “poiché – si legge nel Manifesto per la cultura - la costruzione dell’identità non conosce battute d’arresto: continua, sempre, e si nutre delle energie del presente, assieme a quelle del passato. Arti contemporanee, industria della moda e del design, ricerca scientifica e accademica, voci dissonanti e di sperimentazione, sviluppo di sistemi creativi, progettazione di segni e forme nuovi: l’orchestrazione dei molti fermenti culturali di una Nazione passa anche e soprattutto da qui”. Il Manifesto per la Cultura de «La Destra», contrappone, inoltre, alle insidie e alle complessità della globalizzazione, la valorizzazione di una cultura locale; declinata secondo logiche di competitività e di dialogo internazionale: “siamo quelli del glocal - si legge – che arginano le spinte ultra-liberiste del centrodestra e credono nella necessità di ripartire dai luoghi e dalle tradizioni. Quelli che puntano a un’Europa delle Nazioni, dei diritti uguali per tutti e delle mille differenze culturali, da esaltare e non livellare. Un’Europa unita dalle naturali, antiche solidarietà sociali, e non dalle sole esigenze di una fredda moneta comune. Un’Europa che lavori per costruire cooperazioni armoniche all’interno dell’area del Mediterraneo, favorendo gli interessi economici, i diritti e lo sviluppo dei popoli europei e rafforzando il dialogo con quelli extraeuropei. Ed è in questa direzione che la Destra sociale continua a muoversi, consapevole di quanto questo sia, essenzialmente,cultura. Cultura come nodo da cui determinare un’immagine reale della questione europea; cultura come possibilità concreta per un new deal che conduca oltre la crisi; cultura come strategia di sviluppo che punti alle specificità e alle sapienze dei territori. Cultura, infine, come desiderio, immaginazione, azione”. “Una Nazione ricca intellettualmente – spiega Nello Musumeci, coordinatore nazionale della Consulta per la Cultura - è una Nazione capace di generare ricchezze nuove e di mettere a frutto quelle antiche. Questo è il Nuovo Corso che immaginiamo”.
LE PROPOSTE DE «LA DESTRA» PER LA CULTURA ITALIANA:
- Politiche di defiscalizzazione per privati che acquistino opere d’arte o che sostengano, con forme di mecenatismo, istituzioni e progetti culturali.
-Defiscalizzazione per le aziende che investano in cultura, che acquistino opere d’arte o che producano progetti culturali.
- Sostegno alle nuove imprese creative e alle imprese giovanili in fase di start up, attraverso strumenti di consulenza, di finanziamento e di incubazione.
-Rimodulazione dell’IVA per prodotti culturali.
- Politiche consortili che agevolino nei costi di produzione e organizzazione le piccole gallerie e le piccole imprese creative, arrestandone il processo di sparizione: una soluzione, quella dell’associazionismo, che diventa strategia per affrontare i mercati globalizzati e per proteggere le specificità territoriali.
- Politiche di agevolazione e di sostegno (in termini economici, ma anche di offerta di servizi e spazi) per il non profit e la ricerca.
- Sostegno alle imprese creative e, nello specifico, al settore del made in Italy, nel tentativo di rafforzare l’export e di essere competitivi incentivando la produzione e la diffusione delle eccellenze italiane.
- Incremento e sviluppo di servizi, impianti e strategie di comunicazione, a favore del turismo culturale.
- Azioni di tutela e conservazione del paesaggio e dei beni culturali, con adeguamento dei servizi aggiuntivi, secondo standard europei e con investimenti per l’innovazione tecnologica.
- Sinergia forte tra mondo della formazione e mondo del lavoro, incrementando la partecipazione degli studenti al lavoro nella piccola impresa ma anche nella bottega: il recupero e la salvaguardia della tradizione artigianale si sposa con la formazione manageriale e con la ricerca creativa contemporanea, in linea con il trend del momento (vedi settore moda e design).
-Investimenti per la realizzazione e il completamento di opere pubbliche vocate alla cultura, creando occasioni di lavoro; aumento dei luoghi di promozione, fruizione e produzione culturale, anche fuori dai grandi centri e verso le periferie (musei, scuole, biblioteche, circoli, gallerie, cinema, teatri…).
-Coinvolgimento dei privati nella gestione degli spazi culturali pubblici e incoraggiamento delle forme di mecenatismo per il supporto di grossi progetti di produzione, restauro e conservazione. Mantenendo fermo il ruolo di monitoraggio e di controllo dell’istituzione pubblica, che ha la proprietà degli spazi e che detta le linee guida dei progetti, occorre sperimentare il modo in cui la managerialità, l’efficienza e la tempestività del privato possano compensare la lentezza burocratica, la mancanza di competenza, l’attuale ristrettezza finanziaria e la carenza di fantasia del pubblico. Riuscendo ad aumentare qualità e profitto.
- Stimolo alla cooperazione e al coordinamento tra enti statali, regionali, provinciali, comunali, per progetti culturali e strategie turistiche.
- Creazione di uno sportello ministeriale attento alle esigenze del cittadino, che possa servire per assistere le imprese, gli artigiani e le associazioni nell’accesso ai fondi statali ed europei, nella partecipazione ai bandi, nell’assistenza per i servizi, nella consulenza per i progetti.

martedì 19 febbraio 2013

In difesa della Vita: NO aborto!





Roberto Jonghi Lavarini, candidato alla camera dei deputati, come indipendente con La Destra di Francesco Storace, nella coalizione di centro-destra, cattolico praticante e militante, da tempo sostenitore del comitato "No 194", parteciperà alle iniziative contro l'aborto, organizzate davanti alla Clinica Mangiagalli di Milano. "In questo ospedale, dove operano medici meravigliosi, autentici missionari, e dove sono nate entrambe le mie figlie (una terza l'ho naturalmente persa ed è stata una grande sofferenza), ogni anni, vengono, uccisi centinaia di innocenti. Dobbiamo fare di tutto per difendere il sacrosanto diritto alla vita, e sostenere concretamente (ed economicamente) le giovani coppie, le ragazze madri e le famiglie numerose. La famiglia tradizionale deve tornare al centro della società italiana ed europea, con adeguate politiche culturali, scolastiche, sociali e fiscali."

Volevo di seguito girare a tutti gli iscritti di Milano del comitato No
194 un messaggio del presidente dell'associazione No 194; avvocato
Pietro Guerini:

Ogg: 12 ore per la Vita organizzata da NO194 ( 2 marzo 2013 , ore 9 ,
esterno clinica MANGIAGALLI , Milano , Via Commenda 12, vedi allegato )


Caro/a iscritto/a lombardo ,
come sa , il nostro obiettivo è l'indizione di un nuovo referendum
abrogativo della l. 194 , che ha legalizzato l'aborto nel 1978 in
Italia , per il quale ci stiamo organizzando nel paese .
Abbiamo oltre 14 000 aderenti e siamo ben radicati sul territorio .
La raccolta ufficiale delle firme ( ex artt. 31 e 32 L. 352/70 ) non
può iniziare prima del 2014 , stante la scadenza della legislatura ,
circostanza che ci ha bloccato anche nel 2012 .
Colgo l'occasione per ricordarle , quale manifestazione collegata a
tale fine , la 12 ore per la Vita , occasione di preghiera e
testimonianza contro l'aborto di cui al volantino pubblicato sul
nostro sito www.no194.org , che si svolgerà sabato 2 marzo 2013 ,
dalle ore 9 , all'esterno della clinica Mangiagalli, in Via Commenda
12 a Milano , e di altre 5 strutture sanitarie italiane ( site in
Torino , Padova , Roma , Caserta e Catania ) .
La Sua presenza , anche per solo un parte dell'evento , sarebbe ,
ovviamente , molto gradita , al pari dell'anticipazione al
sottoscritto di tale Sua partecipazione via mail .
Nella circostanza ( da parte di chi è disponibile , ovviamente )
sarebbe positivo raccogliere adesioni all'operazione , mediante
compilazione e firma dei moduli che si stampano dal sito stesso .
Delego il/la referente provinciale ( in caso di più referenti il meno
giovane ) all'inoltro della presente agli iscritti della propria
provincia , dandomi l'attestazione dell'inoltro .
Buona giornata e grazie per l'attenzione e la collaborazione .
Avv. Pietro Guerini - Presidente nazionale comitato NO194 e omonima
associazione


Volevo anche ricordare il volantinaggio all’Ospedale Nuovo San
Gerardo di Monza nell’ingresso pedonale Via Pergolesi 33 la mattina
di mecoledì 20 dalle ore 9 alle ore 13, in concomitanza
dell’esecuzioni degli interventi di aborto. Ricordo che all’Ospedale
San Gerardo di Monza si eseguono circa 700 aborti all’anno.(lo scorso
mese è uscito un bell'articolo nel giornale di Monza sul precedente
volantinaggio(vedi allegato).
In questo periodo difficile ricordo una bella frase di Albert Einstein:•

"Il mondo è pericoloso da vivere!
non tanto a causa di coloro che fanno il male,
ma di coloro che guardano e lasciano fare".

Ci aiuti a far girare queste importanti iniziative. Cordiali saluti.
Celsi Giorgio

PS: Cliccando il link c'è un articolo su come sta procedendo la diatriba
per il seppellimento feti al cimitero di Desio:

http://www.riscossacristiana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2200:cimitero-di-desio-il-seppellimento-dei-bimbi-uccisi-con-laborto-la-burocrazia-e-piu-importante-della-pieta-giorgio-celsi-ci-scrive&catid=60:spazio-per-la-vita&Itemid=123


Manifesto

UN’INIZIATIVA CONCRETA A FAVORE DELLA VITA
REFERENDUM ABROGATIVO DELLA L. 194 IN MATERIA DI ABORTO
La presente iniziativa non è finalizzata alla semplice denuncia del fenomeno dell’aborto o alla mera critica culturale alla l. 194/1978 che lo disciplina nel nostro ordinamento , ma è diretta all’abrogazione di tale legge per via referendaria , in coerenza con la piena consapevolezza che la vita di ciascuno di noi è stata resa possibile dalla ricorrenza di due condizioni : il concepimento e l’assenza di eventi letali durante la gravidanza , tra i quali la sua interruzione volontaria è quello casisticamente di gran lunga più ricorrente . Una via , quella referendaria , obbligatoria ( alla luce della totale indifferenza della nostra classe parlamentare , che in oltre un trentennio dall’entrata in vigore della 194 si è astenuta da una sua semplice revisione in senso restrittivo ) e perfettamente percorribile , considerato l’abbondante decorso del quinquennio previsto dalla normativa vigente dal primo referendum del 1981 , svoltosi in un clima politico-culturale ben diverso da quello attuale . Piuttosto , alla luce del pericolo di una ( peraltro infondata ) censura da parte della Consulta , i quesiti referendari avranno essenzialmente come oggetto le norme più significative della legge , che si aggiungeranno così al quesito sull’abrogazione totale della legge . Tra le disposizioni più controverse ed impopolari della 194 , in particolare ed anzitutto , debbono annoverarsi l’art. 4 ( che riconosce il diritto di interruzione volontaria della gravidanza anche per mere ragioni economiche , morali e sociali nei primi 90 giorni ) e l’art. 5 ( che attribuisce alla donna, anche se coniugata, il diritto di assumere la decisione abortiva senza coinvolgere il potenziale padre , che può così legalmente rimanere del tutto ignaro dell’evento ). L’iniziativa è solo finalizzata all’abrogazione della legge ( dall’entrata in vigore della quale si sono registrati oltre 5 milioni di aborti , secondo i dati ufficiali del Ministero della Salute ) e rigetta ogni ipotesi di trattativa , che sarebbe inconcepibilmente effettuata sulla pelle del nostro prossimo . Di conseguenza , possibili effetti legislativi dell’operazione in oggetto restrittivi sulla portata della 194 ( ed intermedi rispetto all’obiettivo indicato ) , sarebbero frutto di una ( tra l’altro ad oggi del tutto improbabile ) azione parlamentare totalmente unilaterale e non concordata con i promotori del referendum . Implicitamente connesse all’iniziativa sono attività filantropiche , di assistenza sociale , di volontariato e di promozione di quest’ultimo , nonché divulgative dei princìpi ad essa sottesi , che assumono automaticamente carattere culturale , anche in forma ricreativa , dirette alla tutela della vita umana sin dal concepimento ed all’affermazione del diritto alla nascita , oggettivamente prodromico a qualunque diritto civile .